“UNE POSITION LEGEREMENT OBLIQUE

PAR RAPPORT AU RESTE DE L'UNIVERS“

E.M. Forster a proposito di Cavafy

PIOGGIA OBLIQUA SCRITTURE D'ARTE

Una  rivista dinamica, con scritture artistiche di vario genere, oltre la banalità e il consumismo diffusi, fedele a una idea di arte che è sfida, irriverenza, libertà, nuova ricerca, rielaborazione  della tradizione. Dunque proposte di autori affermati e di 'nuove' voci.

Uno spazio per descrivere e scegliere la "contemporaneità" intorno a noi, aperti anche a una ricerca spirituale.

Riflessioni sul 'presente', su alcun i fatti o proposte di dibattito su tematiche culturali.

Molte le fotografie che raccontano il mondo, che sono arte.

Proposte di scrittori, poeti, artisti. Interviste.

Spazio alla bellezza.

 

A magazine dynamic, with artistic writings of various kinds, beyond the banality and consumerism diffused, faithful

to an idea of art that challenge, irreverence, freedom, new research, reworking of tradition. A space to describe and choose

the "contemporary" around us, also open to a spiritual quest. Reflections on the 'present'. Many photographs that

tell the world who are art. Proposals for writers, poets, artists. Interviews. Music. Proposals for reading, exhibitions.

 

 

 

 

 

 

 

 

Solidarietà a ogni  città e paese,

oggi Lahore, Bruxelles, ieri Parigi e altri...

contro ogni atto terroristico,

ogni espressione estremistica politico-religiosa,

per i valori della democrazia,

di una società laica e civile,

come l'Europa cerca di essere,

malgrado tutto.

E non solo l'Europa.

Fotografia, quotidiano Liberation
Fotografia, quotidiano Liberation
Fotografia L. O.
Fotografia L. O.

                                      Quando la poesia diventa "città".

 

 

 

 

   SPAZIO   ALLA    BELLEZZA

Siamo a proporre ad alcuni poeti e scrittori , filosofi, artisti,

di scrivere alcune loro brevi considerazioni, pensieri, versi,

sulla bellezza,

"concetto-forma" dalle varie sfumature, espresso in varie modi

ma mai così necessario oggi ,

nella società attuale.

 

RISPONDONO

La filosofa Vittoria Franco, i poeti Rosaria Lo Russo, Daniel Fermani, Andrea Bassani e Antonio Bux,

presto altri autori...

Arles, estate 2015, courtesy S.L.
Arles, estate 2015, courtesy S.L.

"Non so dire se la bellezza salverà il mondo, come pensava Dostoevskij, ma mi piace pensare che sarà così. In fondo, già Stendahl sosteneva che "la bellezza non è che una promessa di felicità".

 

Vittoria Franco

 

 

 

 

 

 

ULTIMAmente

pubblicato sulla rivista

PIOGGIA OBLIQUA
presenta

 

 

           FRANCO BUFFONI

 

                       NUOVE POESIE  testi inediti

 

 

 

 

ROBERTO  DEIDIER

TESTI EDITI E INEDITI

Fotografia Domenico Stagno
Fotografia Domenico Stagno

 

 

 

 

Maria Pia Quintavalla

 poesie      testi editi ed inediti

   
CIELO E TERRA
di
ALESSANDRO FO
testi editi ed inediti


"Lucignana epifanie e orazioni"
di
ALBA DONATI


   Fotografia di  Vito Panico
Fotografia di Vito Panico

 

 

MATTEO      PELLITI

Da due a quattro ruote

testi editi ed inediti

Fotografia di Luca Sossella
Fotografia di Luca Sossella

Poesie 

di  

FABRIZIO PARRINI

 

Piove da un mese ormai e gran freddo 

 

e gran vento e acqua dappertutto.

 

I muri della Cappella Grande sono fradici.     

 

Da ieri notte non faccio altro che tingere il cielo

 

d’azzurro  come carne marcia e piove sui vetri in alto.  (...)

 

 

PIOGGIA OBLIQUA

PROPONE:

 

                    FILIPPO  AMADEI

 

(...) ho in testa mille voli

di pensieri che non partono, persi nella bonaccia

mentre l’aria ha smesso di essere vento
e semplicemente ci attraversa.

 

 

 

Vincitore della prima edizione del  Premio Rimini per  la Poesia  Giovane

Filippo Amadei, fotografia di Daniele Ferroni.
Filippo Amadei, fotografia di Daniele Ferroni.

 

                                      MARCO BINI

"Non sopito un indizio almeno nella cenere

 

lucciola preziosa la notte riorienti

 

un soffio attizzi e non sparpagli come stelle

 

ciò che ancora in qualche mia parte brucia:

 

mi faccia luce nel brancolare vicino casa."

 

      GIANCARLO BARONI

 

"Le farfalle bianche si chiesero
per quale motivo gli uccelli
le stessero sterminando.
Diventava il tronco sporcato dallo smog
un candido cimitero."

-Spazio alla bellezza-

LA BIBLIOTECA

DI PIOGGIA OBLIQUA

POETI ITALIANI

CONTEMPORANEI AFFERMATI

E MOLTE PROPOSTE

UN VIAGGIO

NELLA PAROLA POETICA

Fo, Deidier, Donati, Trinci, Biagini, Lo Russo, Pelliti, Bortolussi, Fermani, Grattacaso, Toni, Oldani, Beneforti, Leardini, Pizzi, Quintavalla, Parrini, Quintavalla e molte proposte come Bux, D'Atri, D'Errigo, Amadei, Bini, Baroni...

e tante altre.

 

 

 

 

 

NOTTE DEL 29 APRILE  per Pioggia Obliqua

 

L'insegna luminosa del supermercato

è sempre la stessa,

non tradisce le aspettative.

Io brindo a tutte le cose in cui spero

e che non sono ancora successe e

chissà se accadranno mai.

Questo parcheggio sta diventando

una casa come la mia rabbia che

cerco di ammansire buttandola giù

con fumo e alcool.

Sarebbe bello potermi consumare

con qualcosa di più di birre e sigarette.

Ma ognuno ha

la notte che si merita.

 

Andrea Bassani

 

 

 

 

 

 

 

Per festeggiare i 60 anni del Premio Internazionale Ceppo Pistoia in vista di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, e in occasione del Giubileo della Misericordia, Paolo Fabrizio Iacuzzi ha scritto  “Pietra della Pazzia. Il segreto è nella testa” sul Fregio del Ceppo, riprodotto interamente dalle foto di Niccolò Begliomini. Un libro a colori di Giorgio Tesi Editrice, grazie a Banca di Pistoia – Credito Cooperativo.

 

Vent’anni fa, nel Fregio e lo Sfregio del Ceppo, prefazione all’antologia che raccoglieva i primi 40 anni di storia del Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia (Il tempo del Ceppo. Fare letteratura: il dialogo fra racconto, poesia e critica, Giunti Editore 1997), accennai a questo misfatto: «Uno Iacuzzi, forse il primo vandalo che Pistoia annoveri nelle sue cronache, scolpì nome e cognome su una colonna che sostiene il portico dello Spedale del Ceppo: “Giobatta Iacuzzi 1816”». Proprio sopra quella colonna è collocato lo stemma del Ceppo e del Premio Ceppo, e ancora più in alto tra Accogliere i pellegrini e Visitare gli infermi c’è la testa bifronte della Prudenza. Nel frattempo sono diventato presidente della Giuria letteraria e direttore artistico dell’Accademia Pistoiese del Ceppo, e la Prudenza col volto bifronte è il simbolo de “Il tempo del Ceppo”, la manifestazione culturale collegata al Premio. In questi anni ho anche scritto scritto libri in versi come Magnificat (I Quaderni del Battello Ebbro 1996), Jacquerie 2001, Patricidio 2004, Rosso degli affetti 2009 (editi da Aragno); fino al prossimo, Il bene cucito al bene cucito al bene. Da tanto tempo quindi la figura di Giobatta mi ha posto sotto assedio, e Pietra della Pazzia. Il segreto è nella testa racconta in versi l’opera di Santi Buglione e Filippo di Lorenzo Paladini, ovvero il Fregio dell’ex Spedale del Ceppo, prossima casa della cultura in vista di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017.

Chi era Giobatta? Perché scrisse il suo nome proprio lì? Che significato hanno gli episodi a partire dalle teste dei protagonisti e dei figuranti? Perché Buglione non le ha invetriate ma le ha lasciate nella più nuda espressività, fino a che, nell’ultimo ciclo Dar da bere agli assetati (in realtà, è il primo, perché il Fregio sembra leggersi da destra verso sinistra), Paladini la fa balzare agli occhi in tutta la sua lancinante e drammatica potenza? Giobatta, esattamente a 200 anni di distanza, sogna il Ceppo come una “opera pistoria”, un’opera di pasticceria, alla maniera del Satyricon di Petronio: vede biscotti glassati al posto delle formelle di ceramica invetriata. Sfregia così per la seconda volta quella bellezza, profetizzando la Storia del Novecento. Il segreto di quella “glassa” si è perso per molto tempo; né sono valsi a niente i tentativi dei “piri” pistoiesi di rompere le teste dei personaggi: come nella prima figura che appare nel racconto Vestire gli ignudi, che forse non ha più la testa proprio perché un pazzo glie l’ha staccata. Ma è il racconto Visitare gli infermi il cuore dell’enigma: che cosa cerca col bisturi (termine derivato dal nome di Pistoia, in latino Pistorium) quel medico che scrive incidendo la testa di quel malato? Forse cerca la “pietra” che nel Medioevo si credeva responsabile della “Pazzia”? O è forse Pistoia, la pazza, che in quel gesto si rispecchia? E chi è quell’infermo che si agita? Forse ci è vicino più di quanto immaginiamo?

Prendendo le mosse dal sonetto barocco dello “pseudo-Giobatta”, passando dalle 21 poesie e dalle liquide, tracotanti fotografie di Niccolò Begliomini, tutto è menzogna in questo racconto dei racconti: gli eventi dell’arte e gli eventi della vita si intrecciano. La Storia del Novecento si fonde con una storia familiare, fatta di segregazioni e di prigionie, attraverso le quali le opere di misericordia diventano un teatro per animare, fra reale e immaginario, l’interrogazione del male: nel ricordo dell’eccidio nazista delle vittime del Padule di Fucecchio e nel pensiero rivolto all’opera dell’artista Antonio Spagnulo, che ora presidia il luogo di quella efferata strage. Se il bene si conquista “a pezzi e a bocconi” cucendo figura a figura, come se scrivere di se stessi equivalesse a cibarsi degli altri, alla fine la meditazione sull’“opera di Pistoia”, capitale del coraggio e della paura, altro non diventa che la riflessione su un’idea stessa di civiltà che finisce nella polvere: giubileo della vanità delle vanità.

Paolo Fabrizio Iacuzzi

 

                                               Una installazione dell'artista M. Nannucci

Fotografia L.O. Firenze, palazzina presidenziale


LA FOTOGRAFIA

M i k e    L e e                                   fotografo a New York City

 

 

 

 

 

Duccio Ricciardelli

                "La fotografia come battito ed espressione"

Courtesy, Duccio Ricciardelli
Courtesy, Duccio Ricciardelli

 

 

L'anima fotografica

di

Donatella D'Angelo

 

È possibile fotografare l’anima?

  Fotografia:  la  maestria   di            Mia Felicita Bertelli

Courtesy Mia Felicita Bertelli
Courtesy Mia Felicita Bertelli


Mario Luzi 

quando parola e spiritualità ci donano esiti altissimi di poesia.

TOCCATA

 

Ecco aprile, la noia

dei cieli d'acqua di polvere,

la quiete della stuoia

alla finestra, un tocco

di vento, una ferita;

questa aliena presenza della vita

nel vano delle porte

nei fiumi tenui di cenere

nel tuo passo echeggiato dalle volte.

 

da La Barca, Tutte le poesie, Garzanti, 1979

Le opinioni di Luzi sul fare poesia in un articolo per Pioggia obliqua.

vedi la pagina all'indice

 

 

 " LONGTEMPS,

JE ME SUIS COUCHE

DE BONNE HEURE."

Un Proust contemporaneo

BNF dipartimento manoscritti, M. Proust testo che riguarda la Recherche
BNF dipartimento manoscritti, M. Proust testo che riguarda la Recherche

 IL 14 NOVEMBRE 1913 MARCEL PROUST PUBBLICO' DA GRASSET IL PRIMO TOMO,

     COTE DE CHEZ SWANN- DELLA GRANDE OPERA  ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO.

 

Un immenso romanzo che ancora ci affasciana, un racconto in cui perdersi, pagine che raccontano con un particolare  stile (e con alcune forme retoriche, ad esempio le analessi e le prolessi) che ci offre un ritmo e una tenuta e una tensione nel raccontare di grande maestria. Un romanzo che ci offre descrizioni a più livelli della società di quel tempo, osando anche dove altri non avevano...

Il grande romanzo di Proust oggi, in questo mondo così veloce, vale ancora la pena di essere letto, è un classico,  come tale insegna e affascina, trasporta ancora con la sua profonda arte del raccontare in quel mondo, un viaggio nel mondo umano, che non ha tempo.


 

 

 

 

                                                                                                                                                                                F. Pessoa

 

 

P  I  O  G  G  I  A           O  B  L  I  Q  U  A

 

Attraversa questo paesaggio il mio sogno di un porto infinito e il colore dei fiori è trasparente di vele di grandi vascelli
che lasciano il molo trascinandosi in acque come ombra
le forme al sole di quegli alberi antichi...

Il porto che sogno è oscuro e pallido
e questo paesaggio è pieno di sole da questo lato...
Ma nel mio spirito il sole di oggi è porto oscuro
e i vascelli che escono dal porto sono questi alberi al sole...

Libero in doppio, mi abbandonai giù per il paesaggio...

La forma del molo è la strada nitida e calma
che si alza e si erge come un muro,
e i vascelli passano dentro i tronchi degli alberi

con una orizzontalità verticale,
e lasciano cadere a mare in acqua entro le foglie ad una ad una...

Non so chi mi sogno...
Subito tutta l’acqua di mare del porto è trasparente
e vedo sul fondo, come una stampa enorme che vi fosse spiegata tutto questo paesaggio, fila d’albero, strada che arde in quel porto e l’ombra di una nave più antica del porto che passa
tra il mio sogno del porto e il vedere il paesaggio
e arriva accanto a me, e entra dentro di me,
e passa dall’altra parte della mia anima...

 

F. Pessoa

Opere, trad. G.Tavani, in Il Parnaso europeo, Lucarini 

   'Ogni molo è una nostalgia di pietra'

* per maggiori informazioni su Pioggia Obliqua versione cartacea leggere  la pagina 'noi' di questo sito.

 

 

 

 

 

 

 

 Un manifesto di Pioggia Obliqua, affisso anni fa per le strade di Firenze