FRANCESCA DALMASSO
Francesca Dalmasso, Alter Spin-Off, Monetti Editore, 2026
Alter Spin-Off è una raccolta poetica che nasce da una riflessione in versi sui temi attuali legati alla tecnologia e alle insicurezze del nostro tempo.
Ciascun componimento è accompagnato, al fondo, da una nota esplicativa che rivela i riferimenti, le suggestioni e le idee che ne hanno alimentato la genesi. Man mano che la lettura procede l’attualità si mescola e si confonde con l’epica, la letteratura, la filosofia e il cinema per generare versi che paiono chimere, nuove entità formate da parti dissimili che provano a raccontare qualcosa del mondo contemporaneo.
Alcune poesie sono costruite come collage verbali: frammenti di frasi, citazioni e ritagli provenienti da fonti diverse che sono stati raccolti, scomposti e ricomposti in forma poetica. Ciascun frammento, in grassetto nel testo, rimanda alla fonte nella sezione “Bibliografia ai Componimenti”.
Questa pratica non intende appropriarsi dei testi altrui bensì trasformarne stralci in materia viva per costruire un mondo visionario, lirico ed evocativo.
Alter Spin-Off il cui significato sottintende allo scorporo e alla trasformazione di qualcosa di esistente in un’entità nuova ed autonoma, è un esperimento in cui la realtà stessa viene scollegata e trasformata in una narrazione inedita descritta con i toni della fantascienza e della distopia.
Lavatrici e treni
Ruotavano veloci in un oblò
quelle di tanto tempo fa
ora le immagini corrono lisce,
da vicino strisce
in lontananza
campi colline cirri.
Fotogrammi di luce e ombra
alleviano la noia di questa attesa
che sussurra con veemenza la tua assenza.
@#]*-/ Trenitalia | distanza | noia |
viaggio /£@#]
Il funambolo
Il funambolo sul filo del rasoio
percorre lo spazio fra Ganimede e Orione:
tagli sulla pianta del piede,
probabile il rischio di cadere.
Ma in basso le luci del mondo
sopra la testa le luci del cosmo...
e lui pensa, spudorato e innocente
“meglio questo cavo che le nude distese.”
@#]*-/ funambolo | scelte coraggiose |
scelte irresponsabili /£@#]
Madre
Bus. Scomodo.
Sudore — Odore.
Bimbo piange | Madre ansia.
Spettinata.
Sguardo perso.
Cellulare al bambino
piccolo.
Tutto purché stia zitto
e tacciano quegli sguardi
che dicono
"cattiva madre".
Continueranno, lei sa.
Ma almeno silenzio
un respiro un istante un minuto.
Non giudico
sono stata madre anch’io.
Spettinata.
Sudata.
Stufa.
@#]*-/ tram linea 4 | Porta Palazzo -
Torino | A proposito di Kevin - film /£@#]
Abuso dei dispositivi digitali
Sporgendoti sul tuo riflesso,
riflesso da quella placida superficie,
corri il rischio di rimanere incantato:
annegarci dentro
oppure, come già Narciso apprese,
divenire anodino fiore che si arrese.
@#]*-/ Narciso | miti e leggende |
cellulare | OMS /£@#]
La resa
Basta, mi arrendo, cedo l’arma,
mi siedo sul marciapiede di questa strada.
Aspetto. Ferma.
Ferma su questo ciglio
mi addormento ed è tutto ciò che voglio.
@#]*-/ solitudine | disperazione | la città
di sera /£@#]
Quanto vale la vita di una lucertola?
Vorrei essere una lucertola
e se muoio chi se ne frega.
Una lucertola in piena luce, ferma.
Una coda, qualche mosca
poi forse fuga e rifugio nel pertugio.
Casa una pietra appiattita.
Questa tutta la mia vita.
Zampata da un gatto,
schiacciata sotto una ruota,
che importa?
Quanto vale la vita di una lucertola?
Poco o nulla. Nessuno se ne accorge.
Nemmeno lei.
Morta sotto il sole.
@#]*-/ autostima | tristezza | valore /£@#]
Francesca Dalmasso nasce e vive a Torino. Laureata in Chimica Industriale presso l’Università degli Studi di Torino trova affascinante coniugare l’approccio analitico della scienza con la sensibilità espressiva della scrittura poetica.
Dopo la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie (MANOmissione) con Monetti Editore nel 2024 ha proseguito il proprio cammino letterario con rinnovata consapevolezza, esplorando temi legati alla realtà contemporanea, alle nuove tecnologie e agli interrogativi ad essi legati.
ALESSANDRO BLOISI
Alessandro Bloisi, Contronebbia, PBA editore, 2025
AVVERTENZA
(o nota giustificativa)
Qualcuno ha detto che il primo libro è l’unico che si dovrebbe scrivere, il solo che conta davvero. Come se nella vita fosse concessa soltanto quell’occasione per esprimersi, per sciogliere il nodo che ci si porta dentro.
Quando mi è venuta l’idea (con qualche perplessità) di pubblicare questa prima raccolta di poesie, mi chiedevo se tra le sue pagine quel nodo si fosse sciolto, o almeno allentato. D’altra parte, se è vero - come lamenta un pedante critico d’arte in una scena di Fellini - che «siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto», mi domandavo se fosse davvero il caso di aggiungere altro disordine al disordine.
Per liberarmi da questi scrupoli non posso che appellarmi a una certa fiducia, laicissima, che ripongo nella poesia - strumento ancora utile a redimerlo, credo, quel disordine; a scioglierlo, quel nodo.
Eppure, Contronebbia non vuole essere più che un tentativo (quasi alchemico, mi verrebbe da dire) di dare forma all’informe, di cucire assieme brandelli di vita e farne qualcosa che vanti un suo peso, una sua consistenza, senza annegare nel rumore di fondo. Uno sforzo vano, non diverso da quello di Sisifo, che - com’è noto - ogni mattino trascina la sua pietra dalla valle alla vetta del monte, per poi vederla ricadere.
Anche noi così, a tentoni, di faccia all’esistenza come davanti a un pensiero bello ma riottoso all’endecasillabo che lo vuole costringere. Anche noi sorridendo, come lascia il solco dell’estrema fatica Sisifo, o come «lo sciancato si lascia dietro la sua impronta deforme».
MEMENTO
Le tapparelle giù musica jazz
la tua coperta beige e due pigiami
non disinnescano la vita.
Persevera ovattata nel riverbero
di un altro capodanno.
Da qualche parte fuori esplode il mondo
e noi
non lo sappiamo
siamo la polvere da sparo.
DIES IRAE
Vai scoprendo tuo malgrado
che un cuore non è
il cuore ma un organo cavo
a setaccio del possibile.
È la guerra di posizione
tra i pieni-vuoti delle arterie tra il silenzio
e l’esplosione delle valvole.
Chi assalta gli atri chi invade i ventricoli.
Resta l’ipotesi
che il cuore abbia un cuore
a sua volta e che sia sangue il codice
vene le vie che vi conducono.
APPUNTAMENTO
Ero arrivato tardi.
Le rondini sui tetti? Non c’erano più.
Ma un’altra primavera
di petali un’eco un tuffo nel verde
degli anni
mi aspettava cantava che anni - no
anni non erano stati.
Ieri appena, oggi.
E io quel crack
una foglia pestata sul prato di maggio.
POSTILLA
Assetato d’infinito vaga in cielo
il cacciatore di nuvole.
Nonostante questa sete
la sua rete non imbriglia
i manti bianchi di vapore.
Intatti cambiano forma e luogo e colore.
Avessero la bocca, riderebbero di lui
che vive un metro sotto il cielo:
la casa sospesa è la culla di un fiore
ha stelle che reggono funi
che reggono il nido e il cacciatore.
Senza porte né finestre entrano nuvole
escono nuvole. Resta
profumo ricordo siccità.
L’ultima parola
non mi spetta.
Che sia nient’altro
o nientemeno
non è affar mio.
note biografiche
ALESSANDRO BLOISI (Melegnano, 2000) laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Milano, è un insegnante.
Ha collaborato con il periodico “il Melegnanese" e con Radio Usom.
Al di là della Luna è stato il suo album musicale d'esordio, mentre su "Voci versate" sono apparsi i suoi versi giovanili.
Contronebbia è la sua prima raccolta poetica, che pubblica con PAB Editore.